Aysel: una nuova personale presso lo Spazio Maimeri

image

Allo Spazio Maimeri in Corso Colombo 15 a Milano, mercoledì 11 maggio alle ore 18,30, presentazione da parte del noto giornalista Angelo Crespi, si inaugura Aysel, personale di Aysel Annagieva, in esposizione dal 12 al 15 maggio.

Procedono gli appuntamenti con l’arte, personali di autrici e di autori dell’arte contemporanea, organizzati nella suggestiva e accogliente sede dello Spazio Maimeri a Milano: l’introduzione di Angelo Crespi, giornalista e docente di Storia del Giornalismo all’Università Cattolica di Milano, ci illustrerà l’artista che in questa occasione sarà presente con la propria produzione, Aysel Annagieva.

Il titolo della mostra riprende, semplicemente, il nome dell’autrice, Aysel e ci conduce in un itinerario antologico tale da donarci visioni diverse, progressive quanto successive, delle opere dell’artista, leggendone la poetica e assaporandone la tecnica utilizzata, maggiormente comprensibili grazie alle parole introduttive di Angelo Crespi: “….Non è ancora un punto calmo, una piazza o un lago quieto, bensì un botro magmatico nel quale le correnti di più fiumi si mescolano con impeto….”

L’impeto magmatico e la metafora delle correnti di più fiumi, considerati da Angelo Crespi, inquadrano fortemente gli ultimi lavori di Aysel, autrice che è espressione della propria terra, l’Oriente, nasce a Baku, “una delle mitiche vie della Seta e città natale della giovane artista azera”, così come di quella terra in cui la stessa autrice approderà più tardi per un periodo di apprendistato e di formazione, l’Europa e l’Italia: da questo incontro non può che nascere e accrescere un’esplosione di stili e di linguaggi, estetici compositivi dal sapore sublimemente lirico, che ci conducono in una riconoscibilità del tratto dell’autrice stessa, tanto ne è l’impeto esecutivo e compositivo poetico.

Ci poniamo, così, lungo la produzione artistica di Aysel tra un’esaltazione dell’immagine e della figura e un timore di evidenziarla e di proporla, dovuta a un confronto, scontro che poi diventa sintesi, tra una cultura islamica, nella cui regione di diffusione si trova una maggiore predisposizione per il linguaggio espressivo decorativo, attraverso supporti che procedono dalle vetrate al mosaico, si annovera, infatti, la celeberrima e remota tecnica shabaka, dai tappeti, ricordiamo i tappeti sumakh, ai lussuosi shirvan, e una cultura occidentale, in una collocazione di confine tra un figurativo, espressionistiche eredità di una prevalenza dell’autore sul punto di vista dello spettatore, e un astratto concettuale.

E’ nell’astrattismo che assaporiamo quella valenza di scomposizione e ricomposizione della figura e delle forme geometriche, quasi fosse un rimando al capostipite del cubismo, Pablo Picasso, mentre in Aysel, tutto questo si traduce in un’espressione artistica, quella più recente nella propria produzione, che richiama molto l’incisività cromatica delle tinte di un Paul Klee, sintassi utile a rappresentare il sentimento dell’artista. Aysel esprime questa continua tensione sperimentale basata sul colore, celebrando un’armonia di linguaggi estetici e compositivi che provengono dalla contemporaneità, partendo proprio dall’essenzialità della figura e della forma geometrica, quella semplice e basica come un quadrato, oppure un cerchio, fino a giungere all’astratto come consapevole poetica tramite cui procedere nella stesura dell’opera, senza abbandonare la giocosa ricerca dell’immagine, un rimando a Modigliani, così come al tratto compositivo dal sapore primitivo, quasi tribale, che ci riporta a certe visioni picassiane.

Le opere di Aysel esposte nella personale presso lo Spazio Maimeri fino al 15 maggio saranno visibili al pubblico nei seguenti orari di apertura: dalle 10 alle 19.

 

Ti potrebbe interessare anche...